e Fede
Arte e Fede
Felici di presentare il nostro Progetto

Nel 2016 nasce l’idea di realizzare un progetto finalizzato alla conoscenza, restauro e valorizzazione dei tanti beni storici artistici presenti nel territorio della Diocesi di Locri-Gerace.

Per i “beni culturali di interesse religioso”, il ruolo della fruizione assume spesso una valenza che si lega indissolubilmente alla pratica del culto, alla storia della chiesa, del suo popolo; ciò comporta che le istanze di salvaguardia non possano prescindere dalle pratiche devozionali e dal sentimento religioso che ne è parte integrante.

Diventa sempre più improrogabile, nell’ambito della tutela dei beni culturali di interesse religioso, favorire un clima di fattiva collaborazione tra la Chiesa Cattolica e lo Stato, richiamando quanto esplicitamente affermato nell’Accordo concordatario del 1984 in riferimento «alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese», e ribadito nelle successive intese fra la conferenza dei Vescovi e lo Stato, fino al più recente accordo stipulato fra la CEI e il MiBAC, firmato a Roma nel gennaio del 2005.

20
Tutor
50
Opere
130
Studenti
10
Istituti di Formazione

La programmazione degli interventi 2016 ha previsto l’apporto di competenze diverse che si sono armonizzate per fornire una visione olistica del “bene”; capace di “conciliare la preziosa e irrinunciabile specializzazione disciplinare con una moderna interdisciplinarità, sollecitando confronti, interazioni, integrazioni, in un continuo dialogo tra saperi umanistici e tecnico-scientifici, abbandonando definitivamente le forme esasperate dello specialismo disciplinare, settoriale e autoreferenziale, incapace non solo di comprendere fenomeni complessi, ma anche di far fronte alle sfide di una tutela non più solo difensivistica, limitata cioè ai soli imprescindibili vincoli, ma capace di progettualità e di confronti propositivi con la società contemporanea”. Immaginando un approccio globale e integrato, che sia realmente interdisciplinare, si potrà affrontare la complessità degli interventi.

In tale contesto, indispensabile è divenuto l’apporto quindi dell’Università, luogo deputato alla ricerca, non solo nel predisporre programmi e metodologie, ma anche nel partecipare attivamente allo svolgimento delle operazioni di studio e approfondimento della conoscenza dei beni oggetto degli interventi che si sono realizzati e che si intendono avviare per il futuro. Una collaborazione che è stata tanto più proficua quanto più nel suo proseguo coinvolgendo, non solo professori e tecnici, ma anche le nuove generazioni che in quelle Università si vanno formando. La partecipazione fattiva e concreta di giovani architetti, storici dell’arte, conservatori, restauratori, assistenti restauratori, diagnosti, archivisti, ha fatto sì che divenissero protagonisti dei progetti conservativi nei quali hanno sperimentato e messo concretamente alla prova le nozioni acquisite negli anni di studio. In questo modo l’operato delle strutture miste cui si è fatto riferimento e che si intende predisporre per progetti di conservazione futuri, è divenuto anche luogo di formazione per giovani studiosi e ricercatori che, dal confronto e dall’integrazione fra le competenze diverse messe in campo, hanno potuto accrescere il proprio percorso e maturare la propria esperienza. I giovani chiamati a partecipare, ciascuno nel proprio settore, si sono trovati così ad operare in un contesto concreto, nel quale dialogare con entità diverse da cui apprendere modi e metodi di un corretto approccio al lavoro e contesti operativi reali grazie ai quali intessere eventuali rapporti professionali che potranno permettere loro, in un futuro che ci si auspica non troppo lontano, un più agevole e diretto ingresso nel mondo del lavoro.

Gli enti preposti alla tutela – Soprintendenza e Diocesi – sono chiamati a fornire indirizzi e direttive e successivamente a coordinare le fasi degli interventi, affinché il progetto che si intende proseguire sia davvero di ampio respiro. Per questo, il reclutamento dei professionisti tirocinanti, si attinge ai più diversi contesti formativi nel campo della conservazione e studio dei beni culturali: Università Mediterranea di Reggio Calabria, Dipartimento PAU – Patrimonio, Architettura, Urbanistica, (Università di Trento e Verona, Facoltà di Lettere e Filosofia, Pontificia Università Gregoriana, Università Federico II, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università della Calabria-Unical, Dipartimento di Studi umanistici, insieme alle Scuole per restauratori ed assistenti restauratori attive in Italia ed all’Estero quali le Accademie di Belle Arti di Napoli, Reggio Calabria, L’Aquila, Catanzaro ed il Corso di Formazione Professionale per Collaboratore Restauratore di Beni Culturali Settore 8 della Città Metropolitana di Reggio Calabria. A fronte di questa apertura, va per contro rimarcato il carattere identitario all’iniziativa, ovvero evidenziare il valore della cultura locale e della tradizione artistica e religiosa del territorio. La Regione Calabria e la Diocesi di Locri-Gerace con la sua specificità, insieme alle diverse Diocesi calabresi, hanno costituito il carattere distintivo degli interventi, coinvolgendo anche gli studenti provenienti dalle diverse Diocesi, il cui percorso formativo universitario fosse inerente agli obiettivi del progetto Arte e Fede, in modo tale che le giovani generazioni di calabresi si prendano cura del proprio patrimonio di arte, fede e storia, facendosi carico di un recupero che divenga il luogo del loro riscatto. I laboratori, allestiti nei locali della Cittadella vescovile di Gerace e le opere oggetto di studio e degli interventi conservativi sono state individuate prendendo in considerazione le Diocesi del nord, del centro e del sud della Calabria, con opere segnalate durante tutto l’anno dai parroci, esemplificative della tipologia degli interventi possibili e ideale prototipo di un futuro piano integrato di recupero e manutenzione da attuarsi sul territorio con continuità.

L’intervento previsto nelle edizioni 2016-2017 si è concentrato anche su centinaia di frammenti in marmi policromi degli altari barocchi, un tempo collocati all’interno del tempio e rimossi nel corso del XIX secolo perché considerati incongrui con le forme rigorose e spoglie della struttura romanica-normanna; abbandonati nel giardino del monastero dei cappuccini di Gerace, dove giacevano dimenticati da ormai moltissimi anni. Si è inteso recuperare tali manufatti, concretizzando un lavoro faticoso e scientifico su oltre 250 frammenti per collocarli nel Museo Diocesano di Gerace,dove una sezione in fase di realizzazione verrà allestita, quale significativa testimonianza della storia dell’edificio e delle diverse fasi attraversate con allestimenti e ornamentazioni legate al mutare del gusto nei secoli. Per l’intervento è stato predisposto un laboratorio allestito in loco, dove sono stati portati gli elementi marmorei che costituivano gli antichi altari per procedere quindi allo studio ed alla loro messa in sicurezza. La storia degli altari è stata indagata grazie alla competenza di ricercatori in campo storico archivistico, mentre altri allievi si occuperanno del rilievo grafico, digitale e 3D dei singoli pezzi per avere un quadro preciso ed esauriente delle parti da ricomporre, anche in modo virtuale, in previsione della loro ricollocazione museale. Una particolare attenzione è stata data alla tecnica esecutiva degli intarsi marmorei che compongono le specchiature decorative delle mense liturgiche secondo la più tradizionale ornamentazione barocca.

INFO
PROGETTO ARTE E FEDE
Enti, Persone e Istituzioni
  • Progetto: Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace
  • Promotori: Diocesi di Locri Gerace – Museo Diocesano di Gerace
  • Progetto ideato da: Giuseppe Mantella Restauro opere d’Arte
  • Coordinamento: Giuseppe Mantella, Don Fabrizio Cotardo, Don Angelo Festa. Ufficio tecnico dei Beni Culturali della diocesi di Locri-Gerace
  • Alta Sorveglianza: Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Calabria
  • Università Mediterranea di Reggio Calabria
  • Università di Trento e Verona
  • Pontificia Università Gregoriana di Roma
  • Università Federico II di Napoli
  • Università della Calabria-Unical
  • Accademia di Belle Arti di Napoli
  • Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria
  • Accademia di Belle Arti de L’Aquila
  • Accademia di Belle Arti di Catanzaro
  • Corso di Formazione Professionale per Collaboratore Restauratore di Beni Culturali Settore 8 della Città Metropolitana di Reggio Calabria